Il territorio

Il Sinis

Il territorio del GAL SINIS, coincidente con quello dell’Unione dei Comuni “Costa del Sinis - Terra dei Giganti”, comprende 5 Comuni (Baratili San Pietro, Cabras, Narbolia, Riola Sardo e San Vero Milis) con una superficie complessiva di 268,92 kmq e una popolazione residente pari a 16.922 abitanti (Dati ISTAT al 2017).

Il GAL si estende nella penisola del Sinis, una fertile lingua di terra nella costa centro-occidentale, compresa tra la Pineta di Is Arenas a nord e il Golfo di Oristano a sud. Morfologicamente il territorio è composto principalmente da due zone: una parte pianeggiante che si estende soprattutto nella parte orientale e settentrionale, caratterizzata dalla presenza di numerosi stagni e paludi e un altopiano disposto nella parte centro-meridionale della penisola che raggiunge una massima elevazione di oltre 90 metri con una media di circa 60 metri. Vi sono, inoltre, alcune zone collinari singole quali: la penisola di Capo San Marco, le colline ove sorge l'antica città di Tharros, Monte Prama, Monte Palla, Monte Trigu e la zona attorno a Capo Mannu, con terreni basaltici. La costa si presenta rocciosa nella parte meridionale intorno a San Giovanni di Sinis e Seu, mentre verso nord diventa dapprima sabbiosa (con la presenza delle esclusive spiagge di quarzo come Maimoni, Is Arutas e Mari Ermi) quindi, procedendo ulteriormente verso nord, risulta caratterizzata dalle alte falesie di Su Tingiosu intervallate con le spiagge sabbiose di S’anea Scoada, Putzu Idu fino a Capo Mannu. Subito sotto Capo Mannu si apre la spiaggia di Sa Mesa Longa e Cala Saline con la Salina e Su Pallosu, per poi arrivare alle sconfinate spiaggia e Pineta di Is Arenas.

Le elevate valenze ambientali sono state riconosciute dall’UE attraverso la Rete Natura 2000 mediante l’istituzione di 7 Siti di Interesse Comunitari (SIC): Is Arenas (Comuni di Narbolia, San Vero Milis); Stagno di Sal’e Porcus (Comuni di San Vero Milis e Riola Sardo); Stagno di Putuzu Idu (Comune di San Vero Milis); Isola di Mal di Ventre e Catalano (Comune di Cabras); San Giovanni di Sinis (Comune di Cabras); Stagno di Mistras (Comune di Cabras); Stagno di Cabras (Comuni di Cabras, Nurachi e Riola) e con le 4 Zone di Protezione Speciale (ZPS): Stagno di Sal’ e Porcus (Comune di San Vero Milis); Stagno di Cabras (Comuni di Cabras, Nurachi e Riola); Stagno di Mistras (Comune di Cabras); Isola di Mal di Ventre (Comune di Cabras), i cui relativi piani di gestione sono stati approvati dagli Enti Gestori. Sono inoltre presenti aree di grande pregio naturale e storico quali l’Oasi di Seu e il villaggio di San Salvatore entrambe site nel Comune di Cabras.

Il Sinis è una terra custode di uno straordinario patrimonio monumentale ed archeologico lasciato dall’Uomo in oltre sette millenni di storia che spaziano dai primi villaggi neolitici sulle rive dello Stagno di Cabras, ai numerosi nuraghi, ai Giganti di Mont’e Prama, alla storia della città fenicio-punico-romana di Tharros, alla nascita del Giudicato di Arborea, alla costruzione delle antiche chiese, tra le quali spiccano la chiesetta, il villaggio novenario e l’ ipogeo di San Salvatore di Sinis con resti di pitture tardo-romane e la chiesa paleocristiana del VI secolo di San Giovanni di Sinis, alle torri spagnole a guardia della costa fino ai giorni nostri in cui il territorio è protagonista della suggestiva “riscoperta” dei “Giganti di Mont'e Prama”, sculture in pietra dalle grandi dimensioni, ritrovate a metà degli anni '70 e oggi interesse di archeologi di tutto il mondo. L’area ha una fortissima caratterizzazione come attrattore turistico, in cui attualmente il ruolo più importante è da attribuire al complesso archeologico di Tharros che anche nel 2017 si è confermato il sito archeologico più visitato della Sardegna con 114.371 presenze, registrando un incremento del 4,9% rispetto all’anno precedente. Di notevole rilievo a livello internazionale anche il Museo Civico di Cabras che ospita i già citati “Giganti di Mont'e Prama”.

Le matrici ambientali e culturali costituiscono il substrato comune su cui sono fondate le economie locali dei Comuni del GAL Sinis; vi è infatti una forte corrispondenza nell’area geografica del Sinis, inserita tra le Regione Storiche dalla Regione Autonoma della Sardegna dati gli elementi storico-ambientali dominanti e le attività antropiche promosse in questi centri agricoli e di pescatori. Questa consapevolezza ha generato la spinta propulsiva per la costituzione di una organizzazione comune, finalizzata alla condivisione di azioni di promozione, di gestione e di sviluppo del territorio in relazione a fini paesaggistico-ambientali, storico-culturali e turistici che tutelino i valori dell’ambiente, della cultura e dei prodotti tipici del territorio, o che si riferiscano alle festività e alle ricorrenze tradizionali, laiche o religiose, del territorio del GAL. Ad esempio Cabras, principale centro della zona situato in riva allo stagno omonimo detto anche di "Mare 'e Pontis" che si estende per oltre 20 kmq, uno dei più grandi d'Europa, si distingue da un lato per le tradizioni legate alla pesca che continua ad essere, come nel passato, una risorsa produttiva fondamentale per l’economia del paese come testimoniano il vivaio naturale della peschiera di Mar'e Pontis, l’attivazione di laboratori di produzione di bottarga e pesci affumicati e la felice e produttiva iniziativa dell’ittiturismo Mar’ e’ Pontis che promuovono una nuova forma di turismo sostenibile declinata tra tradizione ed enogastronomia. Come già ricordato, il centro è conosciuto per il patrimonio storico-archeologico e per l’emozionante Processione di San Salvatore di Sinis conosciuta come "Corsa degli scalzi", un rito di forte richiamo turistico e suggestiva manifestazione religiosa che coinvolge centinaia di uomini e ragazzi di Cabras che a piedi nudi e di corsa, percorrono un tragitto di circa 7 chilometri tra Cabras e il villaggio di San Salvatore di Sinis, in cui si trova l’omonima chiesa rurale. Antica tradizione che si narra risalga al periodo delle incursioni dei Mori, e durante uno degli assalti, gli abitanti del luogo diedero vita alla corsa per portare in salvo il simulacro di San Salvatore sollevando un gran polverone che mise in fuga gli invasori spaventati dall’idea di essere davanti a un grande esercito. Un altro importante attrattore turistico sono le numerose zone lagunari di grande interesse naturalistico quali la laguna di Mistras, gli stagni di "Mar 'e Pauli" e "Pauli 'e Sai" nella quale è possibile osservare numerose specie di uccelli stanziali e migratori come il Pollo Sultano, specie in via d'estinzione e, il fenicottero rosa

Anche il territorio di San Vero Milis è caratterizzato da un'ampia varietà di ecosistemi che vanno dalle campagne al deserto, alle alte scogliere. Nell'area interna e nella marina sono presenti diverse zone umide di grande importanza ambientale come gli stagni di Sale 'e Porcus e Is Benas. Inoltre, nel territorio comunale si trova anche una piccola parte della baia di Is Arenas, caratterizzata da una delle più grandi estensioni di pini marittimi della Sardegna. San vero Milis è anche un importante centro agricolo e vinicolo, rinomato per la produzione artigianale dei canestri in giunco, la coltivazione dei mandarini e per la produzione della vernaccia, sia a livello artigianale sia a livello industriale, che si distingue dalle altre per il delicato profumo di mandorle, un tempo dovuto ad una muffa che forma una sottile patina sul vino quando la botte non è completamente piena e che gli conferisce questo aroma.

Circondato da pregiati vigneti è anche il paese di Baratili San Pietro anch’esso particolarmente rinomato per il suo vino bianco da dessert, la "Vernaccia" appunto, che annualmente, nel periodo di agosto, viene celebrato nella tipica sagra, nominata "sagra della vernaccia".

Di tipo agropastorale e vitivinicola è anche l’economia di Narbolia il cui nome sembrerebbe derivare dal latino Nurapolis, città dei nuraghi, per la presenza di molti nuraghi nel suo territorio. Ad essi si accompagnano diverse tombe dei giganti e domus de janas, ma anche i resti di un castello medievale e alcune terme romane. All’interno della pineta di Is Arenas è presente una struttura di eccellenza per la pratica del Golf, che rispetta la conformazione naturale del territorio con le sue dune e si integra nel contesto locale valorizzando le eccellenze enogastronomiche e dei prodotti tipici locali.

Riola Sardo un tempo era importante per la pesca nel vicino stagno di Mare Foghe, poi bonificato e trasformato attualmente in una sorta di ampio fiume dalle acque quasi immobili. La tradizione della pesca però continua anche oggi ed è praticata anche nel fiume Rio Mare Foghe che apporta le acque dolci dello stagno permettendo ai muggini di crescere in acque meno salmastre. Attualmente l'economia del centro è di impronta agricola e si basa sulla coltivazione di frumento, di riso, e di vitigni monospecifici di Vernaccia dai quali si produce l'omonimo vino, la Nieddera, il Cannonau e il Vermentino. La corrispondenza strutturale tra natura, cultura ed economia costituisce il punto di partenza per tutte le scelte di sviluppo del territorio del GAL, mirate alla conservazione delle risorse naturali in funzione dell’integrazione con il sistema delle attività umane.